Metal Gear Solid HD Collection – Recensione

Metal Gear Solid HD Collection è senza ombra di dubbio la reincarnazione di un capolavoro videoludico, che non deve sfuggire soprattutto a chi non ha mai giocato questa serie. La nuova veste grafica HD riesce a dare ancor più valore a questi due titoli PS2, che nonostante l'età riescono ancora ad essere nella mente di ogni videogiocatore. Peccato per la scelta di eliminare dal pacchetto portatile il capitolo Metal Gear Solid: Peace Walker, ma vi assicuriamo che il secondo ed il terzo episodio riescono da soli a dare un più che ottimo motivo per essere possessori di questa imperdibile collection.

Una delle saghe che verranno ricordate nella storia del videogame è senza ombra di dubbio quella di Metal Gear Solid, uscita dalle mani dell’ormai celebre Hideo Kojima. E come ogni capolavoro che si rispetti anche per questa serie è stata proposta nei mesi scorsi una HD Collection che ne racchiude alcuni episodi riproposti in alta definizione per far rivivere ai veterani le emozioni del passato, mentre rappresenta un’ottima occasione per chi non ha mai giocato i vecchi capitoli.
Dopo esser uscita per le console casalinge PS3 ed Xbox360, questa HD Collection sbarca anche sulla nuova console portatile PlayStation Vita, che però è stata privata della conversione di Metal Gear Solid: Peace Walker (originariamente uscito su PSP). Questa versione portatile include infatti solamente i capitoli Metal Gear Solid 2: Substance e Metal Gear Solid 3: Subsistence, usciti rispettivamente nel 2003 e nel 2005 per PlayStation 2.

MGS: cosa è?
Per iniziare il nostro articolo faremo un breve cenno su cosa è Metal Gear Solid, soffermandoci ovviamente sui due capitoli presenti in questa HD Collection.
Metal Gear Solid 2 è un titolo che ha spaccato molto il parere di critica e giocatori, diventando come ogni capitolo di questa serie un prodotto che o piace o non piace, senza mezze misure. Questa netta divisione è dovuta al taglio che Kojima ha voluto dare per la realizzazione di questa saga, dove ha voluto dare un peso notevolmente maggiore alla trama ed alla narrazione piuttosto che alle vere e proprie sessioni gameplay.
Spesso si è sentito infatti parlare di Metal Gear Solid come un film interattivo, dove viene messo in mostra il lato artistico attraverso la regia ed i dialoghi delle varie scene d’intermezzo, alcune delle quali anche molto longeve. Si tratta quindi di un titolo decisamente poco adatto a chi cerca qualcosa capace di dare immediatezza all’azione, ma chi riesce ad avere un occhio più critico nella realizzazione dei videogames riuscirà (o è riuscito) sicuramente ad apprezzare fino in fondo l’intera produzione.
Tornando a Metal Gear Solid 2, la trama inizia nei panni di Solid Snake (protagonista anche del primo capitolo della serie), coinvolto in una missione dove lo scopo è indagare su una nuova tipologia di Metal Gear. La sessione del serpente solitario dura però ben poco, ed infatti dopo pochi minuti di gioco si passa a Raiden, un nuovo membro di Foxhound che ha come incarico quello di liberare gli ostaggi dei Sons of Liberty, un’associazione terroristica. Tuttavia, per chi non lo sapesse, Hideo Kojima è famoso per i suoi colpi di scena e per i suoi intrecci narrativi, ed infatti anche in questo titolo la trama non consiste solo nel portare a termine questi semplici obiettivi, bensì ci sarà molto altro da scoprire ma per ovvie ragioni non vogliamo svelarvi molto di più di quanto detto sinora.
Passiamo invece a Metal Gear Solid 3, forse il capitolo della serie più amato dal pubblico videoludico, soprattutto per la sua trama. Questo terzo episodio è in realtà un prequel del suo predecessore, ed il protagonista è questa volta l’agente della CIA Naked Snake. Siamo nel 1964, in piena Guerra Fredda, ed il nostro eroe deve evitare il peggio: un incombente scontro tra Russia ed America a suon di testate nucleari. Questa volta l’ambientazione cambia radicalmente rispetto ai capitoli precedenti, ed a far da padrone è una zona fitta di vegetazione in cui il nostro eroe deve riuscire a tener salva la pelle. Anche qui non mancheranno i colpi di scena tipici della serie, che porteranno man mano ad un finale decisamente al di sopra di ogni aspettativa.

MGS: com’è?
Per chi non ha mai messo mano a questa serie è necessario anche un breve accenno sul gameplay. Nonostante come vi abbiamo detto prima in questo titolo le sessioni di gioco passano quasi in secondo piano rispetto a quelle narrative, Hideo Kojima ha pensato di dare al giocatore varie possibilità nell’affrontare ogni missione. Man mano che si va avanti nell’avventura non mancheranno gingilli tecnologici o armi sempre più potenti che ci daranno una mano a risolvere ogni tipo di situazione, ma l’approccio più soddisfacente è senza ombra di dubbio quello stealth, non per nulla questa serie viene definita “tactical espionage action” dal suo stesso creatore.
Entrambi i titoli si prestano quindi benissimo a questo tipo di gameplay, tanto che è possibile portarli a termine senza uccidere nessun nemico. Il terzo capitolo però è sicuramente quello più accurato dal punto di vista delle azioni disponibili dal punto di vista stealth, grazie soprattutto alla giungla in cui è ambientato dove la mimetizzazione, l’erba alta in cui strisciare e i vari nascondigli dietro cui studiare i movimenti dei nostri avversari giocano un ruolo fondamentale nella buona riuscita del nostro anonimato. Oltre a questo, Naked Snake dovrà anche badare alla sua sopravvivenza, procurandosi del cibo tra la folta vegetazione.

MGS prende Vita!
PlayStation Vita come ormai in molti sapranno è dotata di alcune features nuove rispetto alle più datate console protatili, come ad esempio i pannelli touch. Attraverso il touch-screen anteriore è possibile selezionare rapidamente gli oggetti che desideriamo equipaggiare, grazie al semplice tocco sulle apposite icone, mentre durante le cut-scenes è possibile zoomare l’inquadratura semplicemente toccando i vari punti dello schermo.
Più macchinoso ed impreciso invece l’utilizzo del pannello touch posteriore, che soprattutto nelle prime fasi di gioco ci farà perdere un pò di tempo a causa di errori che ci porteranno ad essere scoperti dalle fila nemiche mandando a monte ogni nostra strategia.
Oltre a queste piccole aggiunte, i comandi sono rimasti tali e quali a quelli presenti nelle versioni PlayStation 2, e nonostante in alcuni casi risultano essere macchinosi spesso e volentieri verranno preferiti all’utilizzo dei pannelli touch.

Snake OLED
E’ ovvio come Metal Gear Solid HD Collection non possa competere con i titoli next-gen, dato che siamo di fronte ad un prodotto di molti anni fa ritoccato per una resa migliore sulle console attuali. Nonostante questo però il risultato finale a schermo è davvero ottimo, e nonostante le texture possano sembrare troppo semplici il livello di dettaglio è ancora una volta riproposto in modo ottimale. A render ancor più viva l’intera scena vi è anche lo schermo OLED di PS Vita, che rende i colori più vivaci facendo diventare il tutto ancor più appetibile rispetto alla corrispettiva edizione casalina.
In questa versione portatile abbiamo però constatato un calo di framerate nei momenti più concitati dell’azione, anche se si tratta di un fattore che si manifesta in modo trascurabile.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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