Dungeon Travelers 2: The Royal Library and the Monster Seal – Recensione

Dungeon Travelers 2 si è rivelato una piccola perla nel panorama dei dungeon crawler, grazie agli elementi che abbiamo segnalato nell'articolo. Pur non distinguendosi in maniera marcata rispetto ad altri titoli simili, ve lo consigliamo caldamente se apprezzate il genere, anche solo per riaccendere la sfortunata PS Vita.

E’ da parecchio tempo che non abbiamo occasione di recensire un titolo per PlayStation Vita, una console che ormai, scusate il gioco di parole, è data quasi per morta da molti. Il gioco di cui ci occuperemo in questo articolo è molto particolare e sicuramente non per tutti, trattasi di un dungeon crawler dalle tinte fortemente ecchi. Continuate con la lettura per sapere cosa ne pensiamo di Dungeon Travelers 2: The Royal Library & The Monster Seal.

dungeontravelers2Il mondo è (nuovamente) in pericolo!
Dungeon Travelers 2
inizia come tanti titoli appartenenti a questo genere, ossia con un potentissimo nemico chiamato Demon God che minaccia il regno di Romulea assieme al proprio infinito esercito di mostri. Per porre fine a questa piaga, venne creata una speciale classe di combattenti chiamata “Libra”. Costoro inventarono una particolare tecnica per sconfiggere Demon God e i suoi scagnozzi, ossia catturare i mostri invece che ucciderli.
Tutto ciò fu utile per porre fine alla pericolosa minaccia, almeno per 500 anni, dopo i quali il protagonista Fried scopre che il potente demone sta per tornare

dungeon-travelers-2Un titolo non per tutti
Se dovessimo riassumere in poche parole il gameplay di Dungeon Travelers 2 potremmo definirlo un dungeon crawler in soggettiva con combattimenti in stile JRPG a turni. Vediamo però nel dettaglio cosa significa tutto ciò, distinguendo le componenti che formano l’ossatura del titolo.
Come prevedibile, la maggior parte del tempo la si passa in visuale soggettiva esplorando dungeon strutturati “a cubi”, muovendoci quindi in quattro direzioni un passo alla volta. Nei labirinti, oltre che combattere, ci è possibile trovare bauli con oggetti più o meno utili, oltre che trappole di vario genere che metteranno in pericolo il protagonista ed il resto del party.
Gli scontri sono gestiti a turni ed il compito di Fried è quello di dare ordini ai membri della squadra sfruttando ruoli ed abilità dei singoli elementi. Un piccolo appunto che vorremmo fare è che sia i nemici che la nostra squadra non sono altro che ammiccanti fanciulle dall’aria non molto sobria. Dicevamo, come è giusto che sia, dobbiamo organizzare il party in modo da posizionare i membri in base alla loro classe, mettendo quindi per esempio in prima linea le guerriere armate di armi bianche e lasciando per ultime le maghe.
Ogni fanciulla ha delle proprie abilità che possono essere potenziate con l’avanzare del livello e tramite degli skill points assegnabili tranquillamente in base alle nostre esigenze. Il tutto è gestito piuttosto bene e offre un elevato numero di possibilità di personalizzazione in base al proprio stile di gioco.
Buona parte del tempo la passeremo anche al quartier generale, dove ci sarà possibile acquistare e svelare armi ed oggetti, oltre che per sigillare i mostri tramite i Sealbook. Questa caratteristica è ciò che distingue Dungeon Travelers 2 dai titoli simili e consiste nello sfruttare questi libri per aumentare punti vita, danni ed incantare le nostre armi.

dungeontravelers22Ah, questi giapponesi!
Tecnicamente parlando, i dungeon sono realizzati in tre dimensioni con una qualità più che buona, seppur non mostrando un livello di dettaglio elevato. Durante combattimenti e dialoghi, a video vedremo immagini statiche bidimensionali realizzate con una qualità davvero ottima.
Non abbiamo nulla di cui lamentarci anche per la parte audio, grazie all’apprezzato doppiaggio in giapponese ed alla buona colonna sonora. Segnaliamo che il gioco è localizzato solo in inglese, quindi qualcuno potrebbe trovare un po’ complesso seguire alcuni risvolti narrativi e comprendere alcune meccaniche.

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Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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