Call of Duty Black OPS: Declassified – Recensione

Call of Duty Black OPS Declassified è senza ombra di dubbio un titolo che lascia il tempo che trova. Gli aspetti trascurati dagli sviluppatori sono veramente troppi, e fanno di questo uno dei peggiori capitoli di questa serie ormai famosa da molti anni. Tra bug visivi e tecnici, l'assenza totale di una vera e propria trama e la longevità del single player che lascia a desiderare, il titolo ha veramente poco da mostrare in suo favore. Peccato anche per la modalità multiplayer, un aspetto di punta di questa serie che nonostante ricalca le orme dei capitoli casalinghi scopre subito il suo fianco con molte lacune ed imperfezioni. Insomma, se siete dei fan sfegatati della serie consigliamo vivamente una prova con mano prima di procedere all'acquisto, se invece non fate parte di questa categoria il nostro consiglio è di lasciarlo sullo scaffale.

Stiamo per recensire uno dei titoli che molti attendevano su PlayStation Vita. Vuoi chi da anni è amante della serie, vuoi chi invece è incuriosito dall’utilizzo di due stick analogici in un FPS su portatile, Call of Duty Black OPS Declassified ha destato sin da subito l’interesse dei videogiocatori. Nonostante questo però durante il periodo di sviluppo il materiale rilasciato dal team ha sempre lasciato un pò l’amaro in bocca, abbassando le aspettative sulla buona riuscita di questo titolo che tutti sin da subito si sarebbero aspettati come uno dei must have per questa console. Sicuramente avrete già letto infatti le varie opinioni in rete su questo titolo, e dopo una lunga prova e molte ambiguità sul come valutarlo è giunto il momento di dire la nostra.

La trama…Declassified…
La prima sorpresa di questo titolo arriva subito dopo averlo scaricato ed installato: ci attende infatti un aggiornamento di ben 400MB (circa un quinto delle dimensioni del titolo completo) utile per correggere una grande mole di problemi e di bug, ma nonostante questa patch il titolo non ne è rimasto esente ed ha ancora bisogno di molti ritocchi. Già da questo si può supporre che Nihilistic Software, ora nStigate, ha voluto fare le cose di fretta per far coincidere il lancio del titolo con quello di Call of Duty: Black Ops II, una strategia di mercato che avrebbe potuto aiutare molto dal punto di vista delle vendite.
Questa supposizione la conferma anche la realizzazione della modalità single player, che propone un qualcosa che non si avvicina nè ad una vera e propria “campagna” nè alle classiche missioni di sfida che abbiamo trovato tra le modalità dei precendeti capitoli della serie. Quello che abbiamo di fronte infatti conta dieci missioni che vedono come protagonisti Alex Mason e Frank Woods, pronti a portare a termine le solite azioni di salvataggio e distruzione. Tra questi obiettivi non c’è nessun nesso logico che possa far pensare all’esistenza di un minimo di trama, in quanto ogni missione è correlata solamente da un breve filmato iniziale che introduce il da farsi, che poi viene svolto senza altri input narrativi stimolanti.
Per completare il tutto ci vorrà si e no un’oretta di tempo, un ulteriore dato che conferma il pollice in basso verso questa modalità singolo giocatore. La serie Call of Duty non ha mai spiccato per la trama, salvo alcuni casi, nè tantomeno per quanto riguarda la longevità, ma con Declassified siamo di fronte ad un titolo che rasenta il ridicolo in entrambi i fronti. Ciò che si nota è anche la mancanza di un taglio registico epico e cinematografico tipico delle cutscene di questa serie, aspetto che purtroppo in questo capitolo portatile manca totalmente.
Insomma, questa modalità è assolutamente da bocciare. L’idea di inserire missioni rapide e ben distinte non è assolutamente una cattiva idea vista la natura portatile del titolo, ma il tutto è stato realizzato molto superficialmente trascurando una serie di aspetti fondamentali per la buona riuscita.

Questo non è COD
Da sempre la serie Call of Duty ha attirato migliaia di giocatori per la sua modalità multiplayer, da sempre in grado di stregare grazie all’ottima dose di divertimento che riesce ad offrire. Purtroppo però, Call of Duty Black OPS Declassified sbaglia anche in questo. La struttura di base è quella che conosciamo dai capitoli precedenti, ed infatti ritroviamo personalizzazioni per le armi, struttura a livelli raggiungibili con l’acquisizione di punti esperienza, perk selezionabili; il tutto è quindi riproposto, anche se in quantità relativamente ridotta.
Anche le modalità proposte ricalcano quelle che già conosciamo, dai classici Deatmatch a squadre e tutti contro tutti, a Zona di lancio, dove bisogna conquistare e mantenere sotto controllo determinate zone della mappa coordinando un buon gioco di squadra con i compagni. Purtroppo però i fattori che rovinano l’intera esperienza di gioco sono più di uno, tra cui le frequenti disconnessioni causate da un netcode mal ottimizzato, o la difficoltà che spesso si riscontra nel connettersi ai server di gioco. Non manca poi la lag, che si è manifestata in più di un’occasione dando fastidio alla giocabilità di interi match.
Le mappe, quasi tutte, risultano essere molto piccole per una modalità multiplayer ad otto giocatori, ed è per questo motivo che si riscontra anche un’altra problematica: il respawn. Spesso capiterà infatti di morire e riapparire proprio davanti al nemico assicurandoci ad una seconda morte certa.
E’ veramente un peccato che questa modalità venga rovinata da tutte queste imperfezioni, molti fan e non avrebbero gradito una modalità multiplayer portatile di questa serie per poter giocare in ogni dove a partite in compagnia.

PS Vita? Ma anche no!
Anche dal punto di vista tecnico, Declassified non si risparmia dal dare delusioni. L’immagine a schermo è abbastanza definita e pulita…forse in molte occasioni anche troppo per rappresentare territori bellici. Le texture non sono delle migliori viste su PlayStation Vita, mentre andando man mano avanti con le missioni noterete anche una buona dose di bug grafici che gravano ancor più sulla situazione globale di questo titolo.
Oltre a questo c’è da segnalare una IA dei nemici decisamente sottotono, al limite del frustrante in alcuni frangenti.
Unica nota positiva è invece la trasposizione che è stata mantenuta dal punto di vista dell’immediatezza e della freneticità dei combattimenti, aspetti paragonabili ai Call of Duty su console casalinga.
Per quanto riguarda invece le feature di PlayStation Vita la software house ha voluto inserire qualche comando associato al touchscreen, tra cui il lancio delle granate e la coltellata; anche se all’inizio tutto questo sembrerà stimolante vi renderete subito conto della scomodità di questa scelta.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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