Until Dawn: Rush of Blood – Recensione

Quando il carrello si è finalmente fermato alla fine del giro, ci siamo accorti che i nostri pantaloni sono leggermente più marroni rispetto a quando nel carrello ci siamo entrati, e la cosa non è un bene visto che non erano proprio di quel colore... Alla fine della fiera però ci è mancato forse qualcosa in Until Dawn: Rush of Blood. Il titolo risulta poco intrigante a livello narrativo, e la sua durata nettamente breve di certo non segna un punto a suo favore. Il gioco in sé almeno è gradevole, se ci concedete il termine per un titolo fatto di mostri, assassini e mostruose creature... Magari diciamo che è piuttosto divertente ecco, probabilmente è un termine più calzante. Il titolo comunque resta una buona base di partenza per i futuri titoli VR di questo genere, e di certo sarà un buon passatempo per chi, amando gli horror, volesse intraprendere questa nuova frontiera dell'intrattenimento videoludico, lasciandosi spaventare e sorprendere dal titolo dei ragazzi britannici di Supermassive Games.

Ai tempi in cui il genere on-rail shooter o carnival games andavano un po’ più di moda, in ogni sala giochi degna di questo nome si poteva trovare almeno un cabinato con questo genere di giochi. Era difficile che passassero inosservati, specie per le vistose pistole che di solito pendevano dalla parte frontale. I primi soprattutto, gli on-rail shooter, sono quelli che si tendono a ricordare di più, probabilmente per i ricordi legati ad esponenti del genere come The House of the Dead, Time Crisis o addirittura Virtua Cop.
Dopo l’esperienza di The London Heist all’interno di PlayStation VR Worlds, molto similare a questi titoli nelle meccaniche, non è strano trovarsi tra le mani Until Dawn: Rush of Blood, che incarna questa tipologia di giochi e li rende infinitamente immersivi grazie al nuovo visore di Sony. La cosa che non ci si sarebbe aspettati forse, è stata quella di vedere in questa veste un brand che in origine non ha niente a che vedere con gli sparatutto di questo tipo, o anzi, che non ha proprio niente a che fare con gli sparatutto in generale.

rush-of-blood-1Come forse ricorderete, il vecchio (si fa per dire) Until Dawn, era un’avventura che basava le proprie fondamenta sul genere cinematografico degli slasher, ovvero i film che andavano in voga intorno agli anni 90, in cui il classico assassino di turno, spesso con poteri sovrannaturali (vedi Freddy Krueger in A Nightmare on Eml Street o Jason di Venerdì 13), si faceva strada tra il gruppo locale di teenagers lasciandosi alle spalle un cadavere alla volta. Supermassive Games non ha fatto altro quindi che prendere colui che ricopriva questo ruolo nel titolo originale, e metterlo in un altro contesto altrettanto spaventoso, ovvero quello dei deliri indotti da uno strano dottore. Sì perché contrariamente a quanto si possa immaginare (e che vi spiegheremo tra poco), Until Dawn: Rush of Blood prova ad imbastire una trama nonostante il genere a cui appartiene non sia proprio collaborativo in tal senso.
Ufficialmente comunque ci troviamo su una delle classiche giostre dell’orrore che si possono trovare nei parchi di divertimento stanziali, non itineranti, quelli che praticamente occupano un sacco di spazio e che difficilmente si muovono per andare altrove, ma più spesso vengono abbandonati per diventare ricettacolo di tipi poco raccomandabili. E cosa c’è di poco raccomandabile se non uno spietato assassino mascherato pronto a tagliarvi la gola nel buio?
Nella fase iniziale del gioco vero e proprio, capiremo cosa aspettarci dall’imminente futuro, soprattutto quando una nostra vecchia conoscenza scambierà il binario su cui ci stiamo muovendo, facendoci finire in posto ancor peggiore. Tra uomini maiale, streghe, wendigo e mostri di vario genere, ci ritroviamo però nello studio di un medico piuttosto inquietante, cosa che ci fa sorgere il dubbio che il nostro viaggio su rotaie possano essere solo frutto delle sostanze che ha deciso di iniettarci, e questa tra l’altro sarà il massimo della trama che potrete aspettarvi dall’intero titolo.

rush-of-blood-2Nonostante l’incedere lento del carrello, i ritmi di gioco saranno piuttosto tesi, tanto da rischiare anche di far confondere il giocatore nei momenti più critici (panico da prestazione o fifa boia, decidete voi a cosa dare la colpa in quei casi). L’arma principale che il titolo utilizzerà contro i giocatori, sarà fatta di atmosfere tetre, scure e spaventose, di rumori esca fatti solo per attirare lo sguardo verso una particolare direzione, e jumpscare come se piovessero.
Più si prosegue nei livelli, più la difficoltà aumenta, anche se non risulta essere proprio proibitiva, perché la giusta arma nei momenti difficili ci può togliere “dall’impiccio e dall’impaccio”.
Passando sul piano dei controlli, nel titolo sarà possibile scegliere se utilizzare il classico DualShock oppure due Move, i controlli per la realtà aumentata riesumati da quella virtuale per questa nuova generazione di periferiche. Inutile dire che la scelta migliore non può che essere quella con i due Move, in quanto da sicuramente più libertà di movimento e fornisce un fattore immersivo decisamente più alto. Con essi controlleremo separatamente le due armi impugnate, riuscendo così ad avere una potenza di fuoco maggiore, e con un po’ di abilità, anche colpire più bersagli contemporaneamente se si è in grado di mirare e sparare in maniera indipendente con entrambe le mani. In questo modo inoltre, la luce delle armi potrà illuminare più spazio e darci una visuale più chiara (ma preparatevi a vedere anche qualcosa che potrebbe farvi saltare dalla sedia). Se non avete in dotazione i Move potrete usare anche il normale controller, ma nonostante sia comunque gestito come si deve, non da le stesse sensazioni dei “gelati”.
Per il resto, tra orrori, rumoracci e jumpscare, noterete che in giro per i percorsi ci sono degli oggetti contrassegnati da dei bersagli. Questi, colpiti nei momenti giusti vi permetteranno di non perdere il moltiplicatore bonus del vostro punteggio, mentre le casse con le armi sui lati, vi faranno chiaramente passare ad una nuova arma. Alla fine di ognuno dei sette livelli di cui è composto il gioco si potranno ricevere dei bonus in base alla precisione o alle kill multiple, e ciò darà un ulteriore boost per poter risalire nella classifica a punti online del titolo.

rush-of-blood-3La longevità bisogna ammettere che non è proprio altissima, l’esperienza completa si aggira intorno alle 3 ore, e se non per esplorare alcuni percorsi alternativi, sarà difficile che si abbia voglia di ritornare nuovamente all’interno di questa spaventosa giostra. Fortunatamente però, il prezzo a cui viene venduto il titolo non è eccessivamente esorbitante, e risulta onestamente più competitivo rispetto a quello di PlayStation VR Worlds, ma non giustificato quanto quello del meraviglioso Batman: Arkham VR.
Graficamente il titolo non raggiunge livelli grandiosi, ma è sufficiente per riuscire a spaventarvi durante quasi tutto il suo percorso. Molto buono invece il sonoro, che vi consigliamo di ascoltare con delle cuffie di livello leggermente superiore rispetto agli auricolari inclusi nella confezione del PlayStation VR. Il comparto audio sarà praticamente una delle cause a cui dovrete la maggior parte dei vostri spaventi, perché contribuirà in maniera continua ad attirare la vostra attenzione ed a creare momenti di tensione veramente intensi.
Infine, per quel che riguarda la motion-sickness, nella nostra prova non abbiamo riscontrato nessun problema, ma come ormai saprete questo è un problema che si presenta solo in determinati soggetti, e non tutti gli organismi sono in grado di sopportare tale situazione.

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