Devolver Digital e One Bit Beyond deliziano l’utenza videoludica con The Swords of Ditto, un action rpg con una visuale isometrica unita ad uno stile grafico prettamente cartoon. Dopo svariate ore di gioco al nuovo prodotto di Digital Devolver, vogliamo parlarvene in sede di recensione per introdurvi a un’indie con una buona idea di base che purtroppo è circondata da alcune problematiche che affliggono in modo piuttosto negativo la sua godibilità.

The Swords of Ditto – Recensione

The Swords of Ditto catapulta i giocatori all’interno di un mondo fantasy generato proceduralmente; principalmente costituito da varie aree con dungeon annessi, il mondo di gioco viene rappresentato con un comparto artistico davvero grazioso dato dal tocco animato che si avvicina molto alle produzioni del calibro di Adventure Time. La storia che ci viene narrata in questa produzione indipendente, racconta la leggenda della Spada di Ditto, da cui il gioco prende il nome, e dell’eroe che ogni cent’anni brandisce la leggendaria lama per sconfiggere la maledizione della strega Mormo. L’avventura che si svolge nell’arco di quattro giorni – che andranno ad aumentare man mano che si progredisce col personaggio -, porta il nostro eroe ad affrontare temibili mostri che vanno a costituire un bestiario piuttosto variegato all’interno di alcuni dungeon segreti, che si genereranno rispettando alcuni standard.
Una peculiarità di questa produzione è senza ombra di dubbio il nostro avatar, che viene afflitto da una condizione di permadeath: quando si arriva al game over nel gioco e il nostro personaggio muore, inizieriamo una nuova avventura con un nuovo avatar generato casualmente mantenendo il livello e monete accumulate col personaggio precedente, mentre perdiamo gli oggetti ottenuti durante la run precedente.

Il gameplay di The Swords of Ditto si mostra piuttosto essenziale. Con la pressione del tasto quadrato effettuiamo gli attacchi con la spada, mentre col tasto cerchio possiamo eseguire un roll per schivare qualsiasi attacco che i mostri ci scagliano addosso. Come menzionato prima, il mondo di gioco è suddiviso da varie aree, in cui possiamo trovare alcuni dungeon segreti e punti di riferimento come NPC. La città svole la funzione di safe zone, dove possiamo acquistare giocattoli, cibo e adesivi da inserire sull’equipaggiamento che donano al nostro avatar bonus e abilità. Non mancano certamente le interazioni con gli abitanti del luogo che possono affidarci o meno l’incarico di una side quest che automaticamente viene segnata sulla mappa di gioco.
Il viaggio che dobbiamo compiere con il nostro eroe della profezia può risultare piuttosto ostico da affrontare, infatti non è affatto semplice affrontare più nemici contemporaneamente, ma una volta raggiunti livelli più alti col nostro avatar alcuni scontri si semplificano abbassando notevolmente il livello di sfida.
Inoltre all’interno di alcuni dungeon troviamo dei semplici puzzle da risolvere per avanzare di piano in piano fino a giungere a quello finale, dove ad attenderci può esserci un boss o uno scrigno che attende solamente di essere aperto. Sparsi nel mondo di gioco troviamo dei gettoni celestiali che, offerti alla statua della balena, sbloccano una nuova meccanica basata sull’offerta all’interno del gioco; scambiando alcune monete che possiamo ottenere una volta donati tutti i gettoni necessari, ci viene data la possibilità di rimandare di un giorno la sfida con il boss finale o possiamo ottenere una vita extra per il nostro avatar, così da evitare al primo fallimento il game over.
Sono presenti anche alcuni collezionabili da trovare, che aggiungono informazioni sulla leggenda della Spada di Ditto e sulla maledizione della strega Mormo. I giocattoli di cui vi abbiamo parlato poco sopra riescono a dare invece una maggiore profondità al gameplay grazie alle loro funzionalità: ce ne sono di vario tipo, alcuni utili per accedere nei dungeon che normalmente risultano irraggiungibili, altri invece ci permettono di trovare stanze segrete nei vari piani che esploriamo, ottenendo così succose ricompense. Nonostante questo però, il gameplay alla lunga può risultare monotono vista la scarsa varietà del nostro pattern e dei boss, tanto da trasformare il combat system del titolo in un button smashing non ragionato al fine di eliminare più velocemente possibile i mostri che ci sbarrano la strada.

Nonostante per il gameplay si possa storcere un pochino il naso, The Swords of Ditto riceve un’ottima caratterizzazione grazie al comparto artistico, la cui grafica cartoon, oltre ad offrire ottimi disegni, viene esaltata dai colori vivaci che si uniscono ad una colonna sonora semplice ed orecchiabile.
Purtroppo però, il comparto tecnico ha una grossa falla per quanto riguarda la stabilità del frame rate, che passa dai 30 ai 5 fps in alcuni periodi di gameplay, rendendo così l’esperienza di gioco piuttosto snervante; tale calo inoltre raggiunge anche le fasi di caricamento che da brevi schermi neri si passa ad un lento caricamento dei modelli 2D presenti nel gioco.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6.0
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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