Secret of Mana – Recensione

Secret of Mana

Abbiamo avuto il piacere di provare la versione definitiva di Secret of Mana, remake del titolo originale uscito originalmente nel 1993 per Super Nintendo sotto il nome di Seiken Densetsu 2, per poi arrivare un anno dopo in Europa con il suddetto nome. Prima di partire con la recensione vera e propria ci teniamo a spiegarvi brevemente com’è stata concepita questa serie.
Seiken Densetsu 2 è il secondo capitolo della saga “Mana” creata dal maestro Koichi Ishii e pensata come spin-off della saga di Final Fantasy. Si differiva dagli allora recentissimi Final Fantasy III e Chrono Trigger per la possibilità di giocare in multiplayer locale tramite multitap e, ovviamente, per i diversi temi fantasy trattati. Si è distinta poi nel tempo prendendo spazio nel mondo videoludico con una sua vera e propria identità, tanto da essere considerata una delle più valide alternative in ambito GDR.

La nostra recensione di Secret of Mana!

La trama di Secret of Mana inizia con il nostro protagonista insieme ai suoi tre amici del villaggio che disubbidiscono all’anziano del villaggio per intraprendere una piccola escursione in una cascata appena fuori il centro abitato.
Qui il nostro protagonista cade e si imbatte in una spada conficcata nella roccia, in pieno stile “Re Artù”, e mentre gli si avvicina una voce misteriosa gli dice di liberare la spada; si tratta però di un tranello in quanto togliendo l’arma dal suo vincolo vengono liberati improvvisamente tutti i mostri in tutto il continente.
Con questo incipit parte la trama di Secret of Mana, che ci fa incamminare per un lungo viaggio insieme ai nostri amici che rincontreremo man mano andando avanti nella storia e visitando gli otto “Santuari del Mana”, luoghi in cui è contenuta l’energia della terra.
Anche se la trama non è mai stato il punto focale del titolo, il gioco gode di una longevità abbastanza buona, anche se non troppo simile al quantitativo di ore che siamo abituati a giocare nella maggior parte dei JRPG; Secret of Mana è facilmente completabile in 15/20 ore massimo.
In questo remake sono state aggiunte delle piccole scenette alla locanda che ricordano un po’ quelle dei titoli “Tales Of”.

Se la trama di Secret of Mana non è mai stato il fulcro principale, in questo nuova riedizione nemmeno il combat system brilla di originalità ed efficienza.
Il titolo si presenta al pubblico come un Hack & Slash tutto sommato semplice ed immediato, gestito da una barra ATB; quello che però fa peggiorare il quadro, oltre alla scarsissima IA dei nemici e boss, è la totale mancanza di un feedback da parte dei nemici. I combattimenti si riassumono semplicemente in attaccare il bersaglio, allontanarsi per ricaricare la barra ATB e poi riavvicinarsi per portare un nuovo attacco verso il nemico, ormai a terra; i combattimenti si svolgeranno prettamente in questa maniera, rendendo davvero monotono e noioso il tutto.
Dal nostro punto di vista, essendo un remake totale del gioco, sarebbe bastato semplicemente introdurre un sistema di parata/schivate per alzare un po’ di più la sfida proposta dal gioco, ma così non ci siamo proprio.

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Altra assenza ingiustificabile e per nulla perdonabile per un titolo in uscita nel 2018 (anche per i remake) e soprattutto da un gioco di ruolo, è la totale assenza di un simbolo che indichi se siamo già in possesso o meno di un oggetto. Ogni volta che iniziamo una compravendita in un qualsiasi negozio presente in-game, il gioco non ci dà modo di vedere se lo abbiamo già nel nostro inventario; inoltre non è possibile vedere in anteprima i benefici che fornisce al personaggio una volta indossato. Imperdonabile a nostro avviso il non aver implementato una feature di questo tipo.
Possiamo ritenerci soddisfatti invece per il motore grafico, che ci regala un mondo di gioco vivo e colorato ed un’ottima realizzazione poligonale dei vari personaggi. Dopo l’aspetto estetico, l’unica cosa che si salva del remake è l’aggiunta della minimappa in pieno stile retrò e la possibilità di giocare insieme ad altri due nostri amici in locale, proprio come accadeva con il multitap sul Super Nintendo.

Secret of Mana riapproda sulle console di attuale generazione con una risoluzione 1080p e 30fps per la versione standard di PlayStation 4, mentre tutti i possessori di una PlayStation 4 Pro possono godere sempre dei 1080p ma in 60fps.
Come vi abbiamo accennato prima l’aspetto tecnico è stato ben curato sotto il punto visivo, ma la controparte auditiva ci ha convinti per metà; com’è ormai lecito aspettarsi da tutti i titoli Square Enix, il reparto sonoro è di ottima fattura se consideriamo la sola colonna sonora, ma il doppiaggio lascia molto a desiderare.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
5.5
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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