Naruto to Boruto: Shinobi Striker è il primo videogioco targato Boruto: The Next Generation, sequel diretto di Naruto Shippuden, nonché opera magna del maestro Masashi Kishimoto. Ciò che sigla questo titolo è il passaggio del testimone tra le due opere sopra citate, in cui vedremo in azione la nuova generazione di Shinobi, capitanata dal protagonista Boruto Uzumaki, figlio del settimo hokage del Villaggio della Foglia Naruto Uzumaki, il cui brand videoludico si porterà sulle spalle l’eredità della serie Naruto Ultimate Ninja Storm, conclusa ormai col quarto capitolo nel 2016. Abbiamo testato la nuova produzione di Bandai Namco in collaborazione con Soleil per svariate ore, possiamo dirci finalmente pronti per parlarvene nella nostra recensione.

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Naruto to Boruto: Shinobi Striker (PS4)
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Recensione del nuovo picchiaduro targato Boruto: Next Generations

Una volta avviato il gioco, ad accoglierci troviamo un filmato introduttivo in cui ci viene chiesto “Cosa vuol dire essere il ninja più forte?” e tale quesito è ciò su cui si basa Naruto to Boruto: Shinobi Striker. Arrivati finalmente alla schermata d’avvio, veniamo subito catapultati nell’editor di creazione del nostro avatar, fondamentale per dare un’identità al nostro shinobi. Questo editor ci permette di personalizzare una quantità sufficiente di caratteristiche: possiamo scegliere sesso, altezza e fisionomia del ninja per poi arrivare a sceglierne la capigliatura, taglio degli occhi, viso e pitture facciali, ma la personalizzazione si amplierà avanzando nel gioco.
Una volta creato l’avatar arriviamo a Konoha, dove ad attenderci vi sarà Konohamaru che ci introdurrà gli elementi che compongono l’area social del titolo. Qui troviamo ben cinque luoghi con cui potremo interagire: arena della arti ninja VR, dove ad accoglierci c’è Kakashi, la biblioteca dove troviamo Sasuke, il negozio attrezzi ninja, con Ten Ten, la taverna dove incontriamo Sakura, ed infine la magione dell’Hokage, dove ad attenderci ci sono Naruto e Shikamaru. Senza troppi giri di parole, il gioco ci introduce subito al tutorial, durante il quale apprendiamo in poco tempo ed in semplici passi le basi del gameplay e del combat system, rendendoci pronti ad affrontare le missioni VR ed il multigiocatore online.
Nell’arena VR è possibile affrontare missioni di grado D, C, B, A e S, la cui difficoltà cresce man mano che il grado aumenta; ogni missione prevede alcuni obiettivi, come il raggiungimento di un’area della mappa e l’eliminazione di alcuni nemici, fino a giungere al boss finale del livello. Alcune missioni, però, richiedono la difesa di un obiettivo, che si tratti di un compagno di squadra o di un oggetto fisico, come ad esempio le porte del villaggio. Non manchano inoltre alcuni raid boss, come il Susano’o perfetto, Kurama e l’Akatsuki. Ad ogni modo, le missioni VR purtroppo propongono sempre gli stessi ed identici obiettivi, rendendo monotono il completamento di ognuna di esse, la cui unica differenza sarà unicamente nel grado e difficoltà. E’ inoltre possibile affrontare queste missioni in solitaria o in cooperativa fino a quattro giocatori, in modo da diminuire la difficoltà qualora fosse troppo elevata.
Una volta concluso il tutorial, veniamo introdotti nella biblioteca delle arti ninja; da qui avremo modo di scegliere un maestro ed impararne i ninjutsu, quest’ultimi suddivisi nelle quattro classi di cui ve ne parleremo dopo. Ogni maestro, che possiamo sbloccare al completamento di una missione assegnataci da un NPC o direttamente livellando il nostro maestro attuale, propone dei gradi di allenamento che possono aumentare semplicemente giocando nel multigiocatore o nelle missioni VR; il grado da raggiungere per il level-cap è il decimo, ma basta arrivare al quinto per ottenere tutte le sue tecniche.
Subito dopo si fa visita al negozio degli attrezzi, in cui è possibile valutare le pergamene ottenute dalle varie partite e missioni per ottenere nuovi oggetti di personalizzazione, che variano dagli abiti alle armi ninja. Le pergamente sono suddivise in semplici, qualità, preziose, esoteriche e Kakashi, ed ognuna ci garantisce degli oggetti di grado alto o meno. Sempre nel negozio possiamo acquistare armi, costumi, parti di avatar come capigliature, pitture facciali, coprifronte e titoli, ed inoltre possiamo ricreare da zero la skin grazie ai sigilli di Remake Ninja utilizzabili presso la taverna. E proprio in quest’ultima possiamo personalizzare l’equipaggiamento del nostro shinobi; possiamo personalizzare ognuna delle quattro classi modificandone armi, attrezzi, abbigliamento e ninjutsu ottenuti dai vari maestri. Dopodiché possiamo modificare anche alcune parti del nostro aspetto o ricreare da zero il nostro avatar. L’Hub di gioco però si mostra privo di altri elementi a favore di un’interazione diretta con gli altri giocatori attraverso gesti e messaggi preimpostati, ed il tutto viene sovrastato dalla presenza della Magione dell’Hokage che svolge la funzione del matchmaking online competitivo.

Naruto to Boruto: Shinobi Striker è un picchiaduro action con elementi ripresi a piene mani dalla serie Dragon Ball Xenoverse, anche se gli aspetti parametrici della serie sono del tutto assenti. Il nostro ninja ha a disposizione un’arma corpo a corpo, un attrezzo ninja, due tecniche normali, una tecnica della sostituzione ed infine l’arte ninja suprema. Con il tasto quadrato entriamo nel vivo del combattimento corpo a corpo, mentre con cerchio possiamo utilizzare l’attrezzo ninja equipaggiato; con i trigger del pad utilizziamo i due ninjutsu ed infine, una volta riempita l’apposita barra, con il tasto direzionale su utilizziamo l’arte suprema.
Per quanto riguarda il matchmaking online, le partite vedono due squadre da quattro giocatori affrontarsi all’interno di un’arena delimitata da una barriera, dove gli shinobi possono muoversi sulle tre dimensioni della mappa fornendo così una maggiore libertà sugli approcci al combattimento.
All’interno del titolo abbiamo a disposizionie ben quattro classi: Attacco, A distanza, Difesa e Cura, ed ognuna di esse è caratterizzata da tecniche specifiche, così come attrezzi ninja, armi e abilità dedicati. Le modalità disponibile in questa edizione del dayone sono due: Battaglia base e Battaglia combattimento. La prima è molto simile alle classiche partite di Dominio che troviamo negli sparatutto: all’interno dell’arena di gioco ci sono tre obiettivi da conquistare e il team che si aggiudica più obiettivi guadagna punti fino a raggiungere la vittoria; qualora nelle fasi finali della partita il team in svantaggio riuscisse ad ottenere il controllo di almeno due obiettivi si va in una fase supplementare, finché non si raggiunge una vittoria. La seconda modalità, invece, è simile invece ai deathmatch a squadre, con rientri limitati; all’interno della mappa compaiono alcune pergamene, che garantiranno un bonus alla squadra che l’otterrà: questi bonus variano dal boost dell’attacco alla rigenerazione della vita, alcuni permettono l’attivazione di una tecnica segreta come quella del richiamo. Ogni team deve lottare per l’ottenimento di questi vantaggi ogni volta che sono disponibili, senza dimenticare che la squadra che termina tutti i rientri disponibili perde in automatico anche la partita.
Oltre al classico matchmaking, è presente anche quello che si stratifica nelle varie categorie di shinobi partendo dal rango più basso, ossia il genin. Questa modalità, per ora, si svolge solo per “Battaglia Combattimento”. Al momento mancano però all’appello due modalità: Battaglia Bandiera e Battaglia Barriera, che verranno inserite in seguito.
Il gameplay del titolo è piuttosto semplice da apprendere. L’assenza di elementi parametrici permette anche ai nuovi arrivati di avanzare senza troppe insidie all’interno del picchiaduro, questo grazie al sistema con cui si acquisiscono le tecniche. Ovviamente con il passare delle ore di gioco si può raggiungere un livello abbastanza sufficiente da poter competere in ogni partita, è compito poi del giocatore scegliere le tecniche e stile di combattimento adatto per dare il massimo sul campo di battaglia. Il titolo non però privo di lacune, come l’assenza dei clan che speriamo di vedere inseriti in un futuro aggiornamento. Avremmo inoltre apprezzato qualche arena in più rispetto alle quattro ambientate nel gioco, che contano unicamente delle varianti giorno e notte, senza contare l’assenza di due modalità sulle quattro presenti all’interno del titolo.

Il titolo offre un comparto grafico piuttosto altalenante, i modelli sono poco curati nel dettaglio, soprattutto per quanto concerne i colori e le ombre. L’Hub di gioco invece è l’aspetto più curato di questo comparto, le strutture che lo circondano sono ricche di dettagli, ma cadono purtroppo vittima di un effetto di pop-up nella profondità di campo. Ottima invece la resa dei vari ninjutsu, con effetti particellari piuttosto godibili, merito anche dell’effetto scenico che hanno le arti supreme. Il framerate si attesta intorno ai 30 fps nell’hub di gioco, mentre sale ai 60 durante la partita, anche se alcune volte tende a destabilizzarsi, quando vi sono troppi elementi presenti su schermo. In alcuni casi il netcode del gioco fa i capricci e non mancano le situazioni di lag durante il combattimento corpo a corpo.
Il comparto audio offre suoni e doppiaggi sufficienti per quanto riguarda la riproduzione degli effetti.

RASSEGNA PANORAMICA
voto
7.0
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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