Sulla cresta dell’onda del costante successo delle produzioni cinematografiche Marvel, ed in estenuante attesa per Avengers Infinity War, approda sulle nostre home console l’atteso seguito del fortunato LEGO Marvel Super Heroes. Riuscirà Traveler’s Tales a bissare il successo del capitolo precedente ed a staccarsi dallo standard delle sue produzioni? Scopriamolo nella nostra recensione di LEGO Marvel Super Heroes 2.

La nostra recensione di LEGO Marvel Super Heroes 2

Parte una canzone conosciuta a chi segue l’universo cinematografico Marvel, uno dei brani della colonna sonora dei Guardiani della Galassia, mentre la scena inquadra una piccola astronave Milano pilotata dal nostro solito Star Lord, ovviamente in versione LEGO. La scena si apre e le danze hanno inizio, ed in breve ci troviamo a gestiore tutto il team della fortunata pellicola; il cattivone di turno, tale Kang, vuole conquistare tutti i mondi possibili, e con la sua tecnologia nulla sembra poterlo fermare se non l’unione e la collaborazione dei vari supereroi. Arrivati sulla terra, Kang sferra il suo attacco ingaggiando i vari super villian per completare il suo piano.
Il fanservice è palese e in LEGO Marvel Super Heroes 2 troviamo un’accozzaglia di eroi e malvagi che fanno l’occhiolino agli appassionati, passando dai canonici Guardiani a Thor, da Hulk a Tony Stark ed arrivando a personaggi sicuramente meno conosciuti come Gwenpool, Capitan Avalon e varianti degli stessi provenienti dai vari multiversi creati dalla magica matita di Stann Lee, anch’esso presente nel gioco. Anche i cattivi sono provenienti da ogni epoca e fumetto, passando ad esempio dal Goblin contemporaneo a quello futuristico e scomodando quasi ogni cattivo di Spider-Man e non solo.
La trama risulta piuttosto pomposa sulle prime, con caratteristiche da blockbuster ironico che ricordano le battute degli ultimi film ispirati alla casa americana (Thor Ragnarock – Guardiani della Galassia Vol.2), particolarità a cui TT Games ci hanno ormai abituato da tempo. Purtroppo la ripetitività fa capolino dopo poche ore di gameplay, ma ne parleremo più avanti nello specifico, risultando forse troppo diluita e priva di momenti memorabili.

Sicuramente chi si avvicina ad un prodotto LEGO non si aspetta certo un titolo complesso, profondo ed articolato, ma bensì un titolo accessibile e disimpegnato, ed in questo TT Games ha nuovamente centrato il bersaglio, com’era ovvio aspettarsi.
La più grande “pecca”, se così vogliam definirla, del titolo risulta essere proprio questo estremo attaccamento al passato, uno sviluppo della trama che si svolge nel modo già visto sia nel prequel che nel 90% dei titoli della saga.
Strutturalmente, infatti, abbiamo a disposizione un hub centrale dal quale accedere alle varie missioni e modalità, missioni lineari in cui dobbiamo completare obiettivi multipli con il nostro team pre-assegnato per progredire nella storia per poi passare ad una fase open world per completare incarichi e missioni secondarie. Non mancano i canonici collezionabili, sempre rappresentati dai mattoncini oro, dai dieci mattoncini speciali sparsi per i livelli e dai nuovi mattoncini rosa, scambiabili con Gwenpool per ottenere codici, trucchi e così via.
Possiamo inoltre riaffrontare qualunque missione in modalità libera scegliendo il nostro team tra un numero veramente impressionante di personaggi, ogni uno dotato di almeno un paio di varianti.
La carne al fuoco è tanta, tantissima, ed a tutto questo si aggiungono la cooperativa a due giocatori sulla stessa console ed un comparto competitivo, con un paio di modalità carine, ma che sicuramente non spostano di un millimetro l’ago della bilancia.

Arriviamo, infine, a parlare dell’aspetto tecnico del titolo, che purtroppo non ci ha entusiasmati. Lo stile LEGO si sente tantissimo e, come sempre, moltissimi elementi sono distruttibili ed interattivi negli scenari, alcuni che reagiscono solo a determinati personaggi, come da copione.
Putroppo il tutto sa di già visto e non presenta mai né guizzi tecnini e né picchi creativi, risultando si piacevole alla vista ma senza una propria identita.
Anche il motore grafico, ottimizzato nel corso degli anni, non spinge sull’acceleratore ma si mostra con la stessa qualità dei precedenti capitoli, con qualche piccola incertezza qua e la.
L’audio invece si difende egregiamente per quanto concerne musiche ed effettistica, prendendo pienamente spunto dalle pellicole cinematografiche; non è stata riposta però la stessa cura nel doppiaggio realizzato da doppiatori inediti, e per un fan sentire i personaggi con una voce diversa è un problema non indifferente. Nulla da segnalare per quando riguarda i controlli o la presenza di bug, se non le solite, imprecise, collisioni ed una facilità disarmante (impossibile raggiungere il game over).

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.0

Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ho iniziato a giocare sull’ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console sega e nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Amo il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegno nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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