Come ci ha già mostrato in qualche capitolo, la serie Far Cry è riuscita a catturare il giocatore grazie al carisma del cattivo di turno. Vaas, in Far Cry 3, ne fu un chiarissimo esempio nonchè il primo a riuscire in questo intento, tanto che Ubisoft ha capito che dare il giusto peso all’antagonista è sicuramente una parte fondamentale per il successo di una trama. Il successivo capitolo, Primal, ha voluto invece proporre, per distinguersi, una particolare ambientazione, raramente vista prima in un FPS, ossia la preistoria.
A due anni da quest’ultimo episodio si torna in un’altra avventura proposta dalla software house francese, che questa volta ha deciso di tornare in un’ambientazione più “classica” proponendoci il paesaggio del Montana, suggestivo e mastodontico proprio come il Kyrat visto in Far Cry 4.
Per sapere com’è questa nuova avventura, in tutte le sue sfaccettature, non vi resta che addentrarvi in questa nostra recensione del nuovo Far Cry 5, sperando che non vi facciate abbindolare anche voi dalle parole del Father!Fra Cry 5

La recensione di Far Cry 5

Nelle varie produzioni videoludiche ci siamo sempre addentrati in avventure che si sono svolte a Los Angeles, Las Vegas, New York e in tante altre città famose degli States, ma lo Stato del Montana, ricco di vegetazione, fiumi ed una morfologia geografica molto varia, è uno di quei territori che non si è quasi mai fatto vedere. Ed è proprio qui che Joseph Seed ha iniziato a diffondere il suo culto e grazie al suo carisma riesce a tenere in pugno il territorio di Hope County infliggendo un regime violento. Quello che vi abbiamo appena presentato è ovviamente l’antagonista di questa nuova storia, che insieme ad un vasto numero di seguaci cerca di tenere sotto controllo la popolazione locale per dare seguito ad una causa chiamata Eden’s Gate. A contrapporsi a questa tirannia ovviamente ci siamo noi, nei panni di un protagonista senza nome ma che viene chiamato con nomignoli come “novellino” e “vice” e che, aiutato dalla resistenza di Hope County, cerca di spodestare il potere ottenuto da Seed.
Da quel che abbiamo potuto constatare giocando questo Far Cry 5, il fulcro dell’intera trama è appunto il personaggio di Joseph Seed. Senza la sua presenza e, soprattutto, senza l’ottimo lavoro svolto per rendere ogni sua frase intrisa di carisma, la trama di questo titolo non avrebbe probabilmente avuto lo stesso mordente. Un plauso particolare va anche alle tematiche trattate, per niente banali ma che anzi rispecchiano alcuni aspetti che si possono riscontrare nel panorama attuale degli Stati Uniti d’America.
Purtroppo però la qualità narrativa non mantiene costantemente lo stesso livello; nonostante le fasi iniziale e finale che godono di picchi positivi in termini di epicità, tutto quello che c’è nel mezzo non ha la stessa presa sul giocatore, soprattutto a causa di una lieve ripetitività nelle situazioni da vivere e per il poco vigore degli NPC che troviamo durante l’avventura, utili solo per fornirci le missioni.
Durante l’avventura potremo esplorare tre zone, sbloccabili man mano, che sono contraddistinte da un livello di minaccia. Questo livello aumenta man mano che portiamo a termine le missioni, primarie o secondarie che siano, ed altre attività e la possibilità di incontrare uno dei familiari della famiglia Seed aumenta in proporzione. Andando avanti nell’avventura si arriverà ovviamente allo scontro finale che fa risalire l’asticella della qualità narrativa, andando a sfociare in un frangente di vero e puro godimento per il giocatore.
Parlando quindi in generale, il titolo ci è piaciuto ma ci aspettavamo qualcosa in più nelle fasi intermedie, soprattutto visto i temi che vengono trattati in questa avventura, per niente scontati.Fra Cry 5

Il gameplay rimane comunque il fulcro principale del titolo, che riprende le dinamiche a cui siamo già stati abituati dai precendenti capitoli. La formula è sempre quella dell’open world, con tante attività, missioni primarie e secondarie e segreti da scoprire che arricchiscono il quadro generale. Far Cry non ha mai puntato al realismo ed anche questo quinto capitolo rimane su un pieno stile arcade, ma la formula è stata ulteriormente migliorata in quanto sono state ampliate le possibilità date al giocatore per poter agire sul campo (forse in alcune occasioni si riescono a compiere azioni anche sin troppo esagerate).
Il nostro protagonista ha dalla sua un arsenale niente male ed una serie di punti abilità, i “tratti”, che ci permettono di specializzarci più verso uno stile d’azione, stealth o survival. Si continua poi con una vasta gamma di mezzi con cui poter irrompere tra le fila nemiche e si possono anche assoldare alcuni partner. Durante la narrazione abbiamo infatti la possibilità di sbloccare 9 personaggi che ci fanno da spalla durante l’avventura, gestiti dall’IA; è possibile impartire ordini sul momento o lasciare piena libertà a questi compagni, che agiranno in autonomia cercando di imitare le nostre azioni. Fortunatamente la gestione di questi personaggi è stata ben curata: non mancano alcuni errori abbastanza evidenti, ma nella maggior parte delle occasioni abbiamo notato che le azioni compiute sono ben “ragionate”.
Se come vi abbiamo detto prima la tramma ha qualche intoppo nella parte centrale della narrazione, il set delle missioni secondarie è invece molto convincente; oltre alle classiche in cui sarà necessario conquistare alcuni avamposti o trovare specifici oggetti, ne troviamo alcune decisamente più strampalate di cui però non vogliamo spoilerarvi nulla per non farvi perdere il gusto della sorpresa.
Come già accennato, il tutto si districa in tre regioni che unite vanno a formare l’intera mappa di gioco: abbiamo le montagne di Whitetails, in cui Jacob Seed comanda i suoi uomini, per poi passare alle campagne di Holland Valley sotto John Seed ed alla zona di Henbane River, in cui i fiumi fanno da padrone, comandata dalla bella Faith. Tre zone quindi morfologicamente molto diverse tra loro ma molto vicine dal punto di vista dei pericoli che ci aspettano. Ogni area pullula di nemici pronti ad avvistarci e a darci la caccia ma in questo caso, a differenza dei nostri compagni, abbiamo notato un’IA decisamente sottotono.Fra Cry 5

Al singleplayer, Ubisoft ha deciso di affiancare le modalità cooperativa ed arcade. La prima, com’è ovvio, ci permette di giocare l’avventura in compagnia di un amico e quindi di riuscire a coordinare al meglio le azioni per dar vita a vere e proprie scene da film d’azione; inutile dire come questa modalità dà alla campagna di Far Cry 5 una marcia in più, facendo anche crescere notevolmente il fattore divertimento.
La modalità arcade, invece, permette ai giocatori di potersi scontrare in alcune mappe create e condivise dalla community del gioco. Anche se in altri titoli modalità di questo tipo sono state spesso bistrattate dai giocatori, questa di Far Cry 5 può essere un vero e proprio valore aggiunto in quanto permette di creare mappe sia per il singolo che per la co-op, ma anche di realizzare vere e proprie mappe per il deathmatch nudo e cruto; insomma con la giusta fantasia si possono realizzare mappe di tutto rispetto e ad ora si possono già contare un gran numero di possibilità, tra cui alcune che ricreano ambientazioni videoludiche di altri titoli, davvero ben fatte.Fra Cry 5

Abbiamo giocato Far Cry 5 su PS4 Pro e possiamo dirvi che il comparto tecnico è di tutto rispetto. Il Montana, grazie al Dunia Engine, gira ad un framerate granitico e regala scorci mozzafiato, realizzato con texture di altissima qualità. Anche i personaggi sono stati curati a dovere e la qualità dei modelli poligonali la si nota soprattutto nelle scene di primo piano.
Di buona fattura anche il doppiaggio in italiano e la colonna sonora si rifà ad alcuni brani della serie già conosciuti.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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