Caos a Deponia, dopo il successo ottenuto su PC nel lontano 2012, si appresta dopo cinque anni a tornare in versione console su PlayStation 4 e Xbox One. Secondo capitolo della trilogia punta e clicca proposta da Daedalic Entertainment, si mostrò come il migliore capitolo della saga, portando notevoli miglioramenti che andremo ad analizzare in questa nostra recensione.

La nostra recensione di Caos a Deponia

Caos a Deponia riprende gli eventi che si sono svolti nel primo capitolo e prosegue avventurandosi in un’atmosfera del tutto nuova e tipicamente italiana. Rufus e Gal, infatti, dopo essere precipitati dalla nave di salvataggio, si ritrovano nei pressi di un mercato marittimo, luogo da cui la trama riprende il suo corso. La bella Gal, dopo l’incidente, si ritrova con la memoria frammentata in tre personalità e dobbiamo convincerla a seguirci per salvare Deponia dalla distruzione per mano dell’Organon.
Lo svolgimento della trama si rivela divertente grazie alle battute azzeccate nei dialoghi: Rufus, dall’esterno, si mostra come un personaggio con un pizzico di sarcasmo e genialità, utile per lo svolgimento degli eventi, anche se rimane nella storia un personaggio irritante visto il suo fare da sbruffone. Anche i personaggi secondari sono una presenza gradevole, che aggiungono quel pizzico di comicità che serve per rendere Caos a Deponia un punta e clicca apprezzabile; per enfatizzare la “tipicità” dei personaggi è stata posta particolare attenzione anche per il loro doppiaggio ed infatti, tra i tanti, troviamo ad esempio il Gondoliere, che usa il dialetto veneto, o il capo dei ribelli Janosh, che ha una erre gravemente moscia.
Inoltre, la seconda avventura di Rufus si rivela ancor più affascinante rispetto a quella offerta da capitolo precedente, il primo Deponia; ad aspettarci, infatti, una nuova città tutta da esplorare ricca di interessanti enigmi da risolvere e suddivisa in tante aree ben caratterizzate ed accompagnate da una colonna sonora che calza a pennello, in cui possiamo spostarci grazie all’ausilio di una mappa sempre disponibile. Oltre alla città di Deponia, durante l’avventura abbiamo la possibilità di esplorare anche altre zone lontane e raggiungibili utilizzando il peschereccio del buon Bozo, zone che si presentano con atmosfere decisamente più cupe rispetto alla città.

Il gameplay di Caos a Deponia rispecchia le caratteristiche dei classici titoli punta e clicca: per spostarci nelle aree di gioco utilizziamo la levetta sinistra del pad mentre con quella destra possiamo muovere il cursore per interagire con eventuali oggetti e personaggi.
Gli enigmi sono più complessi rispetto a quelli presenti nel precedente capitolo della serie, stressanti a volte se non si presta attenzione ai minimi particolari nei dialoghi con gli altri personaggi, sempre pronti a fornirci indizi utili per il proseguimento della main quest.
E’ ovviamente presente anche un inventario, in cui possiamo depositare gli oggetti utili per risolvere i vari enigmi proposti, oggetti che possono anche essere combinati tra loro per dare forma ad altri manufatti che ci saranno utili in particolari occasioni.

Caos a Deponia

Il titolo sfoggia una grafica stilizzata a cartone animato, i disegni hanno uno stile originale ed azzeccato e vengono mossi un’animazione decisamente migliorabile.
In città i nostri occhi apprezzano i colori vivaci, che tendono ad ingrigirsi in altre aree di gioco.
Il doppiaggio è orecchiabile, le voci dei doppiatori calano bene nel personaggio, e come vi abbiamo già detto è di particolare interesse visto l’utilizzo di diversi dialetti e cadenze.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5

Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here