Polyarc, software house con sede vicino Seattle, ha portato nelle nostre case, nei nostri PlayStation VR, una fiaba. Una fiaba che ha dimostrato che non serve essere un blockbuster da milioni di dollari per emozionare. E devo proprio dirlo, tra me e Moss è stato amore a prima vista. A partire dal primissimo trailer, mostrato durante la conferenza Sony dell’E3 2017, ho iniziato ad aspettare l’uscita di questo titolo con grandissime aspettative.
Moss è una storia tra noi e Quill. Quill è una topolina coraggiosa, che si ritroverà tra le mani qualcosa molto più grande di lei (in senso astratto, ovviamente), qualcosa che potrebbe cambiare le sorti del proprio mondo. Ed è proprio qui che inizierà la nostra avventura, in questo magico regno segnato dalle guerre del passato.
Moss è riuscito a soddisfare a pieno, o quasi, le mie aspettative. In questa recensione vi parlerò delle ore passate a fianco di Quill e del profondo legame che è riuscito ad instaurare tra me e la topolina. Prima di iniziare, come sempre, ricordo che il titolo necessita obbligatoriamente del PlayStation VR per essere giocato.

La nostra recensione di Moss!

Moss è un titolo d’azione/avventura con diversi enigmi ambientali da risolvere per proseguire nella trama. SI inizia con un libro chiuso di fronte a noi. Non c’è nessun menù, nessuna selezione. Solo il libro. Giro la copertina rigida e vengo introdotto al mondo di gioco. Tempo prima degli eventi narrati, il mondo di Moss era in pace e serenità. Tutto però fu sconvolto dall’assalto di potenti forze oscure, di cui non parlo per non fare spoiler, che conquistarono la loro città, in cerca del leggendario “specchio del Re”, costringendo i cittadini a fuggire. Dopo questa introduzione, mostrataci sfogliando man mano le pagine del libro, facciamo la conoscenza della nostra eroina Quill, topolina di un villaggio sperduto tra i boschi e discendente del popolo cacciato dalla propria patria. Ma non solo. Conosciuta Quill, scopriamo di essere noi stessi all’interno del gioco. Noi siamo i lettori, i “reader”, legati dal destino a Quill e fisicamente presenti all’interno dell’avventura. Non mancheranno interazioni con la protagonista ed altri personaggi che si rivolgeranno direttamente a noi in alcuni dialoghi. Non mi spingo oltre, ma devo ammettere che questo genere di avventura narrata è riuscita a coinvolgermi molto più di qualunque altro titolo VR provato fino ad oggi.
La trama è quanto di più fiabesco mi è capitato di provare recentemente. Sono stato colpito più che positivamente da quasi qualunque aspetto della storia, dal modo in cui viene narrata sfogliando le pagine del libro a come, man mano che si avanza, ci si affeziona a Quill.
La nostra topolina non manca mai di interagire con noi. La vedrete esultare al termine di un combattimento, darci il “cinque” dopo aver risolto un enigma, addirittura spaventarsi se ci avviciniamo a lei (fisicamente con il VR) mentre è di spalle. Cercherà di aiutarci negli enigmi indicandoci dove andare e non mancherà di comunicare con noi utilizzando il linguaggio dei segni.
Che dire? Non volevo che finisse. Arrivato al termine dell’avventura non volevo smettere. DOVEVO proseguire a fianco di Quill e scoprire quali altri pericoli ed avventure ci stavano ancora attendendo. Ed infatti è proprio questo l’unico difetto che posso trovare alla componente narrativa di Moss, la longevità. Il titolo dura solo circa 4-5 ore, in base alla vostra capacità di risolvere gli enigmi, e si raggiunge un finale che, per quanto accettabile, lascia la voglia irrefrenabile di proseguire.
Insomma, mi è piaciuto talmente tanto da non voler vedere la parola fine. E se un videogioco ti coinvolge così tanto da non voler smettere, beh, ha centrato il bersaglio.

Il gameplay di Moss è abbastanza semplice. Potremo muovere Quill per i vari ambienti, farla combattere, risolvere enigmi ed interagire noi stessi (noi “lettori”) con il mondo di gioco.
Per giocare a Moss potremo utilizzare esclusivamente il Pad di PlayStation 4. Con i tasti del lato frontale utilizzeremo Quill, mentre con i tasti dorsali servono per le nostre azioni.
Anche qui, come per la trama, c’è ben poco da fare. Nonostante Moss non offra chissà quali innovazioni di gamepla, ogni cosa che potremo fare è stata rifinita al 100%.
Tutta l’avventura è caratterizzata da “livelli” unici, uno di seguito all’altro. Ogni schermata rappresenta una pagina del libro e dovremo far avanzare Quill tra enigmi e nemici sempre in agguato. Ogni livello è esplorabile dalla topolina, mentre noi lettori osserveremo il tutto dall’alto.
Come in molti altri titoli di questo genere, Quill eseguirà ogni azione che le diremo di fare. Correrà, salterà, si appenderà a delle sporgenze, facendoci capire a gesti se può o no compiere una determinata azione.
Il combattimento è totalmente basato su attacchi e schivate. Durante la nostra partita incontreremo diverse tipologie di nemici, alcuni con attacchi dalla distanza e altri ravvicinati. In certi frangenti far combattere Quill sarà quasi adrenalinico. La paura che Quill possa morire, il dolore che prova quando subisce danno, riescono a far affezionare ancora di più al personaggio. Cercherete, dunque, di farla sopravvivere a qualunque costo, nonostante la sconfitta faccia ripartire dall’ultimo checkpoint senza alcun malus. L’unico problema dei combattimenti è la “monotonia”. Nonostante siano tutti studiati in aree diverse con diverse strategie da adottare per essere superati, la nostra Quill avrà una unica combo di attacchi. Ciò rende i combattimenti un po’ monotoni, ma solo per la componente visiva.
Noi lettori, invece, avremo un ruolo meno incisivo sul gameplay. Il nostro unico compito sarà quello di curare Quill e aiutare la topolina nel risolvere gli enigmi.
Detto ciò non ci resta che parlare della alla parte più interattiva di tutto il gioco: gli enigmi. Quasi ogni zona del gioco avrà un enigma da risolvere, dai più semplici ai più complessi. Dovrete tirare leve, spingere pulsanti per muovere delle piattaforme e così via. Personalmente non ho mai trovato troppe difficoltà, però in certi frangenti mi sono dovuto ingegnare non poco!
In qualunque momento della vostra partita potrete, dal menù di gioco, selezionare uno qualunque dei capitoli già completati per rifarli e cercare eventuali collezionabili dimenticati per strada.

Tecnicamente il titolo è rifinito in ogni sua parte. Su PS4 Pro non ho notato alcun problema di sorta. Nessun calo di frame, nessuna scalettatura di aliasing,  nessun bug e zero motion-sickness. Anzi, sono rimasto colpito dalla cura con cui sono state realizzate tutte le aree di gioco. Molto dettagliata sia la zona giocabile che tutta l’area di contorno. Inoltre, l’utilizzo di texture di ottima qualità rende tutta la grafica di questa fiaba una gioia per gli occhi. Veramente ben fatto!
Comparto audio ben realizzato, con musiche piacevoli e perfettamente integrate nel mondo di gioco. Doppiaggio credibile e ben registrato. L’unica cosa che potrebbe andare contro il gusto di molti videogiocatori è la totale assenza dell’italiano. Tutto il gioco è in inglese, sottotitoli compresi. Nonostante il tutto non sia affatto complicato, ho preferito mantenere i sottotitoli a schermo per non rischiare di non capire al 100% i dialoghi.
Le animazioni sono anch’esse estremamente dettagliate. Credibili e ben contestualizzate. Vedere Quill arrampicarsi, correre, spaventarsi, esultare sarà sempre un piacere.
I modelli dei personaggi sono decisamente curati. A partire dalla nostra protagonista, incredibilmente dettagliata, anche tutte le altre creature che troveremo saranno rifinite in ogni singolo dettaglio.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.8
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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