Con l’avvento di PlayStation VR sono stati molti i team di sviluppo nati con il solo scopo di avventurarsi nella creazione di titoli esclusivi per questa periferica. I The Tangentlemen però, lo studio che si cela dietro le quinte di Here They Lie, non sono proprio degli sviluppatori di primo pelo, ed il fatto di essere stati spalleggiati dai Santa Monica Studio nella realizzazione di questo titolo dovrebbe un po’ farvi capire che quello che abbiamo di fronte oggi, non è il classico giochetto della domenica. Quella di cui vi andiamo a parlare è un’esperienza inquietante, che potrà spaventarvi non solo con i classici jumpscare, ma infonderà il terrore direttamente nelle vostre ossa. A letto i bambini quindi, ed a guardare La vita è meravigliosa i soggetti impressionabili, perché questo non è un gioco per cacasotto…

here-they-lie-1Se avete preparato quindi un buon pannolone, e siete dotati di cuscino da abbracciare e da mettervi davanti agli occhi nei momenti peggiori, vi ricordo che per giocare a Here They Lie è necessario il PlayStation VR, e di conseguenza i vostri occhi continueranno a vedere tutto anche quando cercherete di usare il cuscino. Appurato questo piccolo dubbio tecnico, cominciamo a fare due passi all’interno di questo titolo, letteralmente, perché per la cronaca Here They Lie è principalmente un walking game, un po’ come Everybody’s Gone To The Rapture, ed in parte (una parte piccola eh…) anche come quel titolo di cui non pronuncerò il nome, ma che fortunatamente sono riuscito a trasformare in uno sconto per il PlayStation VR… Ovviamente non ci sarà solo da camminare, ma il giocatore sarà chiamato in causa per interagire con alcuni oggetti presenti nell’ambientazione, che serviranno principalmente per poter proseguire. Niente di particolarmente nuovo quindi, ma solo piccoli particolari che andranno a completare un genere, quello precedentemente citato, che da solo non riuscirebbe ad essere eccessivamente interessante. Tra ansia, paura e sudori freddi, dovremo tra l’altro cercare di passare inosservati dai particolari nemici che saranno in zona. Si tratta di esseri antropomorfi, che celano perennemente il loro volto dietro delle maschere, e di cui dovremo evitare lo sguardo, se vogliamo uscirne vivi…

here-they-lie-2La trama del titolo parte avvolta in leggero alone di mistero, e all’inizio infatti non è tanto semplice da seguire attraverso i pochi brandelli di informazione che si apprendono dai dialoghi o dai testi. Innegabile che l’umanità come noi la conosciamo ha fatto una brutta fine. Dagli esseri che si pareranno davanti a noi infatti traspare una regressione animalesca riscontrabile anche nelle condizioni degli scorci cittadini, che abbandonati a loro stessi nel peggior modo che possiate immaginare, non fanno altro che marcire ed invecchiare. Un luogo perfetto quindi per inscenare un’atmosfera lugubre e inquietante, dove il mimino movimento o l’ombra più impercettibile diventeranno motivo di terrore. Solo una cosa può spingerci a proseguire, il desiderio di comprendere l’identità della donna in giallo, l’unico barlume di luce in un mondo di oscurità.
Per quelli di voi che hanno giocato qualche volta al gdr da tavolo Il richiamo di Cthulu (magari con un buon master attento ai particolari), o che conoscono le opere di H.P. Lovecraft, gli elementi familiari non saranno pochi. Alcuni di questi potranno essere riscontrati anche nei nemici, che come le creature dell’immaginario dell’autore statunitense, non sono mai da affrontare in maniera diretta, ma da evitare in qualsiasi possibile maniera. Del resto, come si suol dire, siamo solo umani…

here-they-lie-3Il genere horror si sposa perfettamente con i visori per la realtà virtuale, grazie soprattutto all’immersività che si può sperimentare al loro interno, un posto dove le sensazioni vengono amplificate, e spesso risultano più spaventose di quanto siano in realtà. Basti pensare che perfino Batman: Arkham VR ha la sua buona dose di jumpscare nonostante sia un titolo che non appartiene propriamente al genere horror.
Sul livello tecnico, i controlli prevedono un movimento ibrido comandato dal pad e dalla direzione del visore sulla nostra testa. Durante gli spostamenti speriamo che nessuno di voi soffra di mail di mare, perché le movenze del protagonista non saranno proprio naturalissime, ed il rischio di vomitare anche l’anima è molto alto, soprattutto nei soggetti predisposti a soffrire di motion-sickness.
Dovesse passarvi per la testa di provare a ruotare la visuale con la levetta destra, state attenti e ripensateci subito, siete avvisati… Non ascoltandoci, potrebbe arrivarvi un bel cazzottone diretto nello stomaco, che probabilmente sarà un monito per non farlo mai più, perché come visto anche nella demo di Resident Evil VII in VR, muovere la levetta destra effettuerà una rotazione della visuale del personaggio a destra o a sinistra in base alla vostra scelta, e non sarà per nulla piacevole per i vostri sensi… Per dirla tutta inoltre, è un movimento anche piuttosto lento, che ha bisogno dei suoi tempi, e che ovviamente non è proprio indicato nei momenti cruciali in cui si viene inseguiti o si ha bisogno di mettersi in fretta al riparo.

here-they-lie-4Graficamente il titolo cerca di difendersi, con impegno potremmo anche dire, ma pare non aver fatto bene i conti contro l’aliasing, che è presente e visibile anche in maniera eccessiva. Ciò forse risulta essere ancora più marcato per via della scelta cromatica fatta dagli sviluppatori, che vede un mondo principalmente votato al bianco e nero, in cui spuntato saltuariamente solo alcuni particolari di un colore differente. Un po’ come quanto si è visto in Blues and Bullets, avventura episodica di A Crowd of Monster di cui siamo ancora in attesa di giocare gli ultimi episodi ancora non rilasciati.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
7
Gameplay
6
Trama
7
Intrattenimento
6

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