Abbiamo avuto il piacere di provare Danganronpa Another Episode: Ultra Despair, nuovo spin-off sviluppato da Spike Chunsoft pubblicato inizialmente su PlayStation Vita nel lontano 2014 e riproposto di recente per i sistemi PlayStation 4.
La trama del titolo si colloca precisamente tra gli avvenimenti di Danganronpa: Trigger Happy Havoc e Danganronpa 2: Goodbye Despair con protagonista la sorella di Makoto, ovvero Komaru Naegi.
Curiosi di scoprire insieme a noi la disavventura di Komaru? Mettetevi comodi e gustatevi la nostra recensione!

La trama del titolo racconta di Komaru, giovane ragazza ormai tenuta in ostaggio da più di un anno all’interno di una piccola casa dove le vengono portati regolarmente cibo ed altri bisogni secondari, senza però darle la possibilità di guardare la luce del sole.
Durante una normalissima giornata la piccola abitazione della nostra protagonista viene attaccata da un vero e proprio esercito di Monokuma, l’orso bianco e nero antagonista delle serie, e durante la nostra fuga interviene una misteriosa organizzazione chiamata Future Foundation, comandata da Byakuya Togami, già presente nel primo capitolo. Questa regala alla nostra protagonista uno strano megafono che diventa la nostra arma principale, utile per farci strada nella città di Towa, ormai diventata un vero e proprio campo di battaglia piena di cadaveri e sangue.
La prima nota negativa che abbiamo trovato è la scarsa longevità dei livelli e del titolo in se per se, infatti vi potranno bastare anche meno di 15 ore per concludere i 5 capitoli presenti.

Il gameplay si presenta con caratteristiche tipiche degli sparatutto in terza persona, dalla struttura profonda e ben realizzata alternando anche molte scene da visual novel, con frequenti cut-scene e lunghi dialoghi che potrebbero annoiare i meno abituati a questo genere.
Come già anticipato, la nostra unica arma è uno strano megafono che spara colpi particolari chiamati “Truth Bullets, in grado non solo di far fuori l’esercito di Monokuma ma anche di sparare proiettili che possono accendere interruttori, far danzare i nemici per bloccarli o attirarli verso posizioni strategiche; insomma, in termini di strategia nei combattimenti, il sistema sviluppato da Spike Chunsoft riesce a dare carta bianca e libero sfogo alla fantasia del giocatore.
Purtroppo la nostra piccola Komaru non è molto resistente agli attacchi dei nemici ed infatti con pochi colpi ci si ritrova subito nella schermata del game over. E’ necessario infatti studiare ogni situazione ed ogni livello in quanto caratterizzati da proprie strategia: buttarsi a capofitto contro i Monokuma non porterà da nessuna parte.
Fortunatamente se ci troviamo in difficoltà possiamo trasformare temporaneamente Toko, ragazza che fece già la sua comparsa in Trigger Happy Havoc e che qui ritroviamo dal primo capitolo dell’avventura, nella sua forma più terribile chiamata “Genocide Shou” che ci aiuta in battaglia donandoci invincibilità, forza ed un potere di attacco aumentato.
In Danganronpa Another Episode abbiamo apprezzato l’introduzione di enigmi ambientali, da portare a termine per proseguire nella trama, e di strani cabinati da sala giochi che richiedono vari obiettivi da completare per poter proseguire nell’avventura, come ad esempio quello di far fuori tutti i Monokuma oppure di ucciderli con un solo proiettile ed altro ancora.

Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls approda sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080p e 30fps. Nel complesso visivo, peccano molto le texture in quanto non sono stati apportati miglioramenti sostanziali rispetto all’uscita vista su PlayStation Vita.
Brillano invece il doppiaggio, grazie all’introduzione della voce originale giapponese, e le varie tracce che compongono la colonna sonora, davvero ben realizzate e che regalano al giocatore un senso di immedesimazione.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6.0
Appassionato di console già da bambino, ha cominciato con la classica Playstation One e ancora deve posare il dualschock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici al contrario dei puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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